Il libro della terza raccolta di poesie con il titolo: "S našimi riči 3" č stato presentato il 15 aprile 2011, presso il Bar paninoteca DoBar. Qui in calce vi illustriamo un estratto della raccolta di poesie. La prefazione č stata curata dallo scrittore Giacomo Scotti.



 

 

 

 

 

S našimi riči 3

CON LE NOSTRE PAROLE / NAŠIM RIJEČIMA

 

 

 

 

 

 

3^ RACCOLTA DI COMPONIMENTI IN CROATO MOLISANO


3. ZBIRKA LITERARNIH OSTVARENJA NA MOLIŠKOHRVATSKOME















A cura di / Priredio
ANTONIO SAMMARTINO


 

 

 

FONDAZIONE "AGOSTINA PICCOLI"

Via Castello 47 – 86030 Montemitro/Mundimitar (CB) – Italia

Mlinovi 44/a – 10000 Zagreb – Hrvatska

www.mundimitar.it

fondazione.piccoli@email.it

 

Per l'editore / Za izdavača

Antonio Sammartino

 

 

A cura / Priredio

Antonio Sammartino

 

 

Traduzione croata / Prijevod na hrvatski

Vesna Ljubić

 

 

Prefazione / Predgovor

Giacomo Scotti

 

 

Disegni elaborati da immagini di / Crteži izrađeni od fotografija

Georg Liebetanz

Bruno Romagnoli

Antonio Sammartino

 

 

 

 

© Fondazione "Agostina Piccoli", Montemitro 2010

 

Deposito legale (legge 15 aprile 2004 n° 106):

Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

 

 


 

 

PRESENDACIJUNA

Deset godišt s našimi riči su vre prol. Kada smo počel s našem kongorsem ne nadahmo di bimo rival. Nonda zbamo činil samo vokabolarj na-našo, ma smo mislil ke mahmo reč sekolikimi ke mahu pisat na-našo. Naše riče, ke ne tijahmo čini umbrit, nimahu ostat samo u vokabolarj. Sada znademo ke ono ke smo mislil deset godišt naza je bilo dobro: na ve naše libre se nahodamo danas čuda čeljadi. Eš ovi dobro ke smo vidil, je nas činija hot napri pur s drugimi degi oš tegi. Smo činil poznat naš jezik oš naše tradicijune po svito: moštre, konvenje, študje oš kondžerte hi ne brojimo več; ma ono ke veče nas veseli jesu stope ke ostavljamo naza nas – naše libre.

Do vokabolarja – ke je bija kano naša mat – su nikl još “Gramatika”, “Riča živa” (liber oš CD), libre poeziji “S našimi riči”, Kako biše slako”, “Sime do simena”, “Kako se zove…”, “Kuhamo na-našo” e sada ovi ke držite u ruke. Ma imamo pur druge libre ke se ne vidu toko di smo mi, ma ke poznaju van oš nas činu poznat: su publikal naše stvare pur Akademija iz Zagreba, Asočacijuna za esperanto iz Kroacje, Universita iz Rijeke, iz Zadra, iz Polonije.

Sake tri miseca činimo čut naš jezik s džurnalem “Riča živa” ke publikivamo do devet godišt. Ma pur male stvare ke vidimo saki dan: kalendarje, kartoline, senjalibre, lapise…

A ovu votu se nahoda s nami Giacomo Scotti ke skupa s našimi riči je vrga pur njegove, ke te nas čini rest oš nam činu razumit ke činimo dobro. Lipa huala, Giacomo!

Kada smo počel nimahmo u glavo rivat tako nadugo. Jena dan če funit sekoliko... Ma pur si se fermamo danas, nečmo se kajat, čmo bit vesele jerke almen smo činil ono ke je reka jena do nas: Vre, vre, sada maš pisat štokodi, / sutra ke mi smo bil ma znat kokodi".

 

 

 

 

 

(Antonio Sammartino)


 

 

PRESENTAZIONE

Dieci anni con le nostre parole sono presto passati. Quando abbiamo iniziato con il nostro concorso non sapevamo dove saremmo arrivati. All’epoca avevamo fatto solo il dizionario croatomolisano, ma pensammo che dovevamo dire a tutti di scrivere nanašo. Le nostre parole, che non volevamo far morire, non dovevano restare solo nel vocabolario. Ora sappiamo che ciň che pensavamo dieci anni fa era positivo: in questi nostri libri ci ritroviamo oggi in tanti. E questo bene che abbiamo riscontrato, ci ha fatto andare avanti anche con altre idee e lavori. Abbiamo fatto conoscere la nostra lingua e le nostre tradizioni per il mondo: mostre, convegni, studi e concerti non si contano piů; ma ciň che piů ci inorgoglisce sono le tracce che lasciamo dietro di noi – i nostri libri.

Dal dizionario – che č stato come la nostra madre – sono nati ancora la “Grammatica”, “Parola viva” (il libro e il CD), i libri di poesie “Con le nostre parole”, “Com’era saporito”, “Il seme dal seme”, “Come si chiama…”, “Cuciniamo alla nostra” e ora questo che tenete tra le mani. Ma abbiamo altri libri che non sono tanto diffusi da noi, ma che fuori sono conosciuti e ci fanno conoscere: hanno pubblicato i nostri lavori anche l’Accademia di Zagabria, l’Associazione croata di esperanto, le Universitŕ di Fiume, di Zara, della Polonia.

Ogni tre mesi facciamo sentire la nostra lingua con il giornale “Parola viva” che pubblichiamo da nove anni. Ma anche piccole cose che vediamo ogni giorno: calendari, cartoline, segnalibri, matite…

E stavolta si trova con noi Giacomo Scotti che con le nostre parole ha messo anche le sue, che ci faranno crescere e capire che facciamo bene. Tante grazie, Giacomo!

Quando abbiamo iniziato non avevamo in mente di arrivare cosě lontano. Un giorno finirŕ tutto… Ma anche se ci dovessimo fermare oggi, non ce ne pentiremmo, saremmo felici perché almeno abbiamo fatto ciň che ha detto uno di noi: “Presto, presto, ora devi scrivere qualcosa / domani della nostra esistenza saprŕ qualcuno.”


 

 

PREFACIJUNA PREFAZIONE

CON LE NOSTRE PAROLE

di Giacomo Scotti

La pubblicazione di questa nuova, terza silloge di poesie nell’idioma croato-molisano, contenente i componimenti scelti fra quelli pervenuti al concorso per il premio letterario “Fondazione Agostina Piccoli”, č un’ulteriore forte testimonianza della presa di coscienza identitaria del piccolo ramo italiano del popolo croato sparso nel mondo. Č la ennesima prova del fatto che la parola scritta, oltre che pronunciata, č il piů importante indicatore della presenza e della persistenza di una comunitŕ autoctona, quale č quella dei Croati del Molise concentrati a Montemitro, San Felice Slavo e Acquaviva Collecroce.


 

 

Oltretutto, la poesia č l’espressione piů alta e piů duratura dell’identitŕ di questo piccolo popolo che, senza rigettare nulla di quanto lo lega alla grande nazione italiana nel cui seno vive e lavora da ormai cinquecentosessant’anni o giů di lě, continua a coltivare la propria parola e, con la parola, la propria specificitŕ che č un valore aggiunto per la convivenza di tutte le componenti del popolo italiano. Richiamandoci al titolo dato dai curatori alla raccolta poetica, possiamo dire che con questa ennesima pubblicazione, gli appartenenti alla minoranza linguistica croata del Molise hanno dimostrato di saper esprimersi meravigliosamente s našimi riči, con le proprie parole.

L’opuscolo raccoglie una ventina di componimenti, ciascuno con la versione italiana a fronte. I poeti prescelti, autori dei testi pubblicati, sono una dozzina, alcuni con due, tre, quattro poesie. Fra di loro riconosco chi giŕ da tempo č presente nell’arena della poesia, ma fa sempre piacere annotare che gli amanti del verso, i poetae novi si fanno via via piů numerosi perfino in una comunitŕ di poche migliaia di persone. Va reso onore a tutti - Angelo Bartolino, Nico Pasciullo, Rocco Giorgetta, Paolo Sammartino, Valentino Piccoli, Massimo Ferrara e gli altri - ma č pur doveroso segnalare chi si mostra particolarmente dotato e sensibile, promettendo di percorrere con agilitŕ un lungo cammino sulla strada della parola alata e profonda di significati. Come il fecondo Gianluca Miletti, Gabriele Blascetta, Maria Alfonsina Cocciolillo, Nicola Gliosca, Antonio Sammartino, Gabriele Romagnoli …

Leggendo questa raccolta di versi ci si rende quasi subito conto della consapevolezza che hanno i poeti della storia che sta alle spalle della loro comunitŕ, e, ancor piů del ruolo svolto dalla loro lingua. Una storia che Miletti, per esempio, riassume magistralmente in soli otto versi: poveri, affamati, assetati, fuggendo da una guerra, varcando il mare, gli antenati ci diedero una nuova dimora sui colli molisani e “un grande tesoro: la nostra lingua”.

Sulla lingua che non va dimenticata e in particolare sulla scrittura insistono anche Pasciullo, Gliosca e Romagnoli: bisogna raccontare, tramandare, trasmettere la storia e le storie, scriverle na


 

 

našo come si semina il grano, altrimenti la lingua muore. Della parola ci parla anche Giorgetta, sia pure i suoi versi si limitano a consigli sul modo di usarla.

Poi la tematica dei poeti, come č giusto che sia, come avviene in tutti i poeti, si allarga alle cose della vita quotidiana ed ai sentimenti umani. Qui, sui colli e nelle valli delle tre grosse borgate croate del Molise, la vita č fatta anche di semine, di terra da coltivare per nutrire l’uomo (A. Sammartino), di rimpianti e/o rievocazioni dei giorni dell’infanzia quando i nonni erano in gamba, con le rondini, le preghiere dei bambini e le donne alla fontana come ci ricorda nostalgicamente Miletti; č fatta pure di campane a morto, di spine (Romagnoli). C’č chi di quei paesi, standone lontano, ha nostalgia (ancora Miletti), e chi esalta il suo paese (Paolo Sammartino, Montemitro) sul quale vede cadere le stelle, un seme che trova un altro nome, e vede morire un fiore …

Si canta anche l’amore, con delicatezza e pudore: quello di Blascetta che ha un delicato pensiero per Lei, mentre quello della Cocciolillo ricorda la voce di Lui che “risveglia le ombre che ridestano le mie paure”. Mi piace concludere con la lingua, come ho cominciato, con “Un fiore” di Miletti. Un fiore

… che puň essere poco e molto,

… rosso o giallo,

… essere come una parola

… per dire ti voglio bene.

La nostra lingua č come un fiore

che tutti grandi e piccoli

devono piantare nel proprio cuore.

Del resto č la lingua, la parola, quella che ci fa uomini, distinguendoci ed elevandoci nei mondi della fauna e della flora. I Molisani di origine croata hanno due lingue, una ricchezza da non sprecare. Da alcuni anni hanno un vocabolario della propria lingua e, come direbbe Mantegazza, “un vocabolario č una storia dell’uomo”. Ma non ci sarebbe alcun vocabolario senza la parola dei poeti.



 

 

BODLJA

 

Oblake crne na nebo,

čeljade po svito,

vrane po grado.

 

 Zvonu zvona,

ma nije fešta,

druga duša je nas ostala.

 

 

Umiru čeljade,

umire naš jezik,

bodlja na srce.

 

 

 

(Gabriele Romagnoli)


 

 

SPINE

 

Nuvole nere in cielo,

la gente per il mondo,

cornacchie per il paese.

 

Suonano le campane,

ma non č festa,

un’altra anima ci ha lasciato.

 

Muoiono le persone,

muore la nostra lingua,

spine nel cuore.



 

 

 

 

INDICE / KAZALO

 

 

 

Prefacijuna 6
Prefazione 7
Presentazione 9
Riča rečena 14
Piš 16
Velki vršalj 20
Saka stvara 22
Bodlja 26
Kako biše lipo 28
Bubular 32
Vuc 34
Moja rikeca 38
Jena cvitje 40
Sijat riče 44
Alberto N. 46
Reč 50
Mundimitar 52
Naše 56
Naš lito 58
Zgora pošte 62
Ko je bija 66
Je se sprovrnija svit 70
U Mundimitar (ovi lito) 72
Koko je riča 76
Zdola zemblje 78
Za nju na pendzir 80
Upute za čitanje 84

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Finito di stampare

nel mese di novembre 2010

da Suton Grafika, Split (Croatia)


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