Vienna

 

 

"Il manifesto"

 

 

 

ZAKLADA "AGOSTINA PICCOLI"

 

MUNDIMITAR - ITALIJA


IZLOŽBA


RIČE OŠ SVIČE


 

 

 

 

                  



Beč - Wien, 1.3.2001

 

 

 

 

 

"Il convegno"

 

Vienna 01/03/2001 "Da sinistra

Geom. Antonio Sammartino, Prof. Radoslav Katičić e il Prof. Ivo Sučić.

 

 

 

 

"La relazione"

 

 

 

ANTONIO SAMMARTINO

 


 

PRESENTAZIONE DEL

“DIZIONARIO DELL’IDIOMA CROATO-MOLISANO DI MONTEMITRO”

Montemitro, 16 dicembre 2000 – Vienna, 1° marzo 2001

 

Presentare questo dizionario vuol dire innanzitutto ricordare Agostina.

Sin dall’inizio dei suoi studi a Zagabria ha capito l’importanza di una raccolta lessicografica di un idioma come il nostro, con delle caratteristiche e un’evoluzione così particolari. Ebbe allora inizio la storia di questo libro. Il dizionario ora contiene quasi 5.700 lemmi, circa il 30% in più di quelli lasciatici da Agostina.

La catalogazione dei lemmi, che con gli anni si è andata man mano arricchendo, avveniva con un semplice sistema di schede ordinate alfabeticamente.

Qui vediamo un esempio di questi manoscritti originali compilati da Agostina.

Come si vede la raccolta contiene le informazioni essenziali sui vari lemmi; in particolare Agostina ci ha lasciato, oltre ai lemmi in croato-molisano, il significato dei termini in lingua italiana. Le altre informazioni più propriamente linguistiche sono costituite da:

a.    genere, per i sostantivi e i numerali;

b.    i tre generi per gli aggettivi;

c.      forma e qualità dei verbi.

Quando abbiamo avviato il progetto “Parola viva”, nel quale io come sempre collaboravo con Agostina nella preparazione della documentazione e nella loro materiale stesura, l’idea fu quella di realizzare un dizionario bilingue na-našo/italiano con le trascrizioni fonematiche del nostro idioma. La sua improvvisa scomparsa ha lasciato indefinite le altre scelte per il contenuto del dizionario. Quando ho ripreso questo lavoro mi sono trovato, quindi, a decidere come impostare la stesura dell’opera, il suo contenuto, la sua valenza.

Ho pensato che quest’opera doveva essere usufruibile a un vasto pubblico, composto in gran parte dal lettore comune, ma anche dallo specialista che vi avrebbe ricercato informazioni più scientifiche. Pertanto ho cercato di conciliare nel miglior modo possibile queste diverse esigenze. Ne sono scaturite delle scelte che hanno portato a questo risultato

Analizzando una pagina del dizionario vi espongo la struttura che compone ciascun vocabolo.

1)    Il lemma;

2)    La trascrizione fonematica del lemma;

3)    La parte grammaticale;

4)    La morfologia;

5)    La definizione in lingua italiana;

6)    La definizione in lingua croata;

7)    Altre informazioni, costituite da:

a.    esempi;

b.    descrizioni scientifiche;

c.    altre particolari informazioni.

1) IL LEMMA

Come vediamo la parte ortografica del lemma non contiene l’accentazione, che è invece di seguito trascritta tra parentesi quadre; ciò al fine di fornire al lettore croato-molisano l’esatta forma di scrittura. Qui apro una parentesi per dire dell’importanza e dell’assoluta novità di queste trascrizioni: così facendo dettiamo implicitamente le norme per la scrittura del nostro idioma. Naturalmente non ho inventato niente di nuovo. Mancava, però, uno studio e un’analisi esatta della nostra parlata, quindi dei grafemi e dei fonemi che caratterizzano il nostro dialetto. Partendo, ovviamente, dagli studi di Agostina ed eseguendo registrazioni, analisi e misurazioni di laboratorio abbiamo acquisito una serie di informazioni che hanno determinato dei risultati finalmente certi.

Ad esempio:

a.    la varietà degli accenti del nostro idioma, che risulta possedere due accenti ascendenti e due discendenti;

b.    alcuni suoni non presenti nel croato standard, come il fonema dj (in dodj, odjat, ecc.) oppure dz (in sundze, dzrdzalina, ecc.).

2) LA TRASCRIZIONE FONEMATICA DEL LEMMA

Continuando in questa analisi vediamo la trascrizione fonematica del lemma. Il sistema adottato è quello in uso nella linguistica croata. Questa parte – come quella morfologica e le definizioni in croato standard – si è resa possibile grazie al fondamentale supporto della prof. Snježana Marčec e della dr. Mira Menac-Mihalić. Al riguardo devo anche sottolineare che le definizioni croate, inizialmente non previste, sono state fortemente volute dall’amica Snježana Marčec (lavoro poi proseguito da Mira Menac-Mihalić): ho grazie a ciò possiamo oggi parlare di un dizionario trilingue!

Devo poi riconoscere a Snježana il merito e la premura che ha avuto nei miei confronti nel trasmettermi le sue conoscenze in campo linguistico – e più propriamente dialettologico – che mi hanno permesso di portare a termine questo immenso lavoro.

3) PARTE GRAMMATICALE

Quindi troviamo la parte grammaticale, che segue le normali regole adottate per un dizionario. Di insolito voglio solo evidenziare le precisazioni che diamo per le forme degli aggettivi: indichiamo infatti sia la forma determinativa che quella indeterminativa. La ragione di questa scelta è stata dettata da due motivi: 1° perché costituisce una utile e interessante informazione per il lettore italiano; 2° motivo – e in un certo senso più importante – perché ho riscontrato che i Croati molisani distinguono ora con molta fatica (o affatto) le differenze tra le due forme (tant’è che spesso una sostituito o prevalso sull’altra facendola addirittura scomparire dal nostro lessico); pertanto ci è parso fondamentale fornire queste nozioni.

4) MORFOLOGIA

Nella parte morfologica forniamo:

1.    il genitivo singolare dei sostantivi e dei numerali;

2.    il genitivo singolare degli aggettivi e dei pronomi, nei generi maschile, femminile e neutro (quest’ultimo quando presente);

3.    la 1^ persona singolare dell’indicativo dei verbi (o altre forme interessanti).

5-6) DEFINIZIONI IN LINGUA ITALIANA E CROATA

Segue poi la definizione in lingua italiana, preceduta da un asterisco, ed in lingua croata, preceduta invece da due asterischi. Per il croato – grazie in particolare all’impegno della dr. Mira Menac-Mihalić – si sono inseriti quei regionalismi e arcaismi che presentano interessanti similitudini con il nostro idioma.

7) ALTRE INFORMAZIONI

La voce si chiude con altre eventuali informazioni sul vocabolo, che possono contenere:

a.    la descrizione scientifica in lingua latina del lemma, in campo zoologico e botanico;

b.    esempi na-našo, con traduzione in lingua italiana;

c.    informazioni diverse, quali: precisazioni sul vocabolo, curiosità, notizie etimologiche, ecc.

 

A questa sezione, che è il dizionario vero e proprio, seguono gli indici in lingua italiana e croata. Si tratta di un’elencazione delle parole contenute nella sezione na-našo.

 

La parte finale del libro raccoglie alcuni elenchi e tavole che raggruppano:

1.    i toponimi di Montemitro;

2.    i nomi e i soprannomi;

3.    i numeri;

4.    i giorni della settimana;

5.    le varie unità di misura locali utilizzate a Montemitro;

6.    l’esplicazione degli interessanti rapporti di cognazione conservati nel nostro idioma;

7.    la rappresentazione grafica dei venti presenti nel nostro territorio.

Vorrei concludere dichiarando che questo dizionario dimostra che la nostra lingua – a distanza di cinque secoli – è ancora viva, come indica anche il nome stesso del progetto dal quale ha preso vita: “Riča živa” (Parola viva). Ciò è ancor più vero se consideriamo che dalla sua recente pubblicazione ho già raccolto altre parole quasi dimenticate che così torneranno a vedere la luce.

Questo patrimonio linguistico che abbiamo dissotterrato continua a crescere, e le lettere dorate sulla copertina del libro meglio di qualsiasi cosa simboleggiano questa ricchezza e la sua rinascita.

 

   

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