Aldo Simonetti

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO

 

FACOLTÀ DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE
Corso di Laurea quadriennale in Lingue e Letterature Straniere (Vecchio Ordinamento)

Tesi di laurea In Lingua e Letteratura Serbocroata


Relatore: Chiar.ma Prof.ssa Barbara LOMAGISTRO Laureando: Cataldo SIMONETTI Matricola: 420917

ANNO ACCADEMICO 2009/2010

 

"Il dialetto slavo del Molise"

INDICE

INTRODUZIONE

CAPITOLO I : CENNI STORICI

1.1 Gli insediamenti slavi nell'Italia meridionale

1.2 Gli slavi del Molise: il dibattito sulle origini

1.3 Il luogo di provenienza dei coloni

1.4 Il viaggio verso l'Italia

1.4.1 I primi insediamenti

1.4.2 Acquaviva, San Felice e Montemitro

1.4.3 Altre presenze slave nel Molise

CAPITOLO II: IL DIALETTO (ASPETTI GRAMMATICALI)

2.1 Informazioni generali

2.2 Le vocali

2.2.1 Particolari esiti della vocale protoslava ě

2.2.2 Altri fenomeni del vocalismo

2.3 Le consonanti

2.3.1 La scomparsa di consonanti

2.3.2 Altre particolarità del sistema consonantico

2.4 L'accentazione

2.5 I sostantivi

2.5.1 La declinazione maschile

2.5.2 La declinazione femminile

2.5.3 Alcune considerazioni

2.6 L'aggettivo

2.6.1 Le desinenze

2.6.2 L'influsso dell'italiano nel grado comparativo

e superlativo degli aggettivi

2.7 I pronomi

2.8 I numerali

2.9 I verbi

2.9.1 Osservazioni sul sistema verbale

2.10 La sintassi

2.10.1 I clitici

2.11 Il vocabolario

CAPITOLO III: IL DIALETTO (ASPETTI CULTURALI)

3.1 L'impiego della lingua

3.2 L'area slavofona del Molise

3.2.1 Demografia

3.3 Un dialetto longevo

3.4 Una lingua in via di estinzione?

3.5 Il riconoscimento come minoranza linguistica

3.6 Il patrimonio orale

3.7 I monumenti scritti

3.8 L'onomastica

3.9 Ricerche precedenti sul dialetto

CONCLUSIONI

BIBLIOGRAFIA

 

INTRODUZIONE

Tra le minoranze linguistiche nel territorio italiano quella slava del Molise, presente ormai da cinque secoli, rappresenta la più esigua nonché la più recente in fatto di riconoscimento ufficiale. Le origini, per lungo tempo discusse, vanno quasi certamente ricondotte a quelle ondate migratorie che, tra XV e XVI secolo, interessarono le coste adriatiche in seguito all'invasione turca dei Balcani. Tra i profughi, alcuni provenienti dalla Dalmazia (per esattezza da una zona compresa tra Makarska e la valle della Narenta) attraversarono il mare e si stabilirono in quello che è l'attuale territorio molisano. I migranti portarono allora con sé il loro idioma, un dialetto serbocroato del tipo štokavo-ikavo, che però ha successivamente intrapreso un percorso evolutivo differente da quello della lingua di provenienza.

La grammatica si è in buona parte modificata e semplificata. La declinazione del sostantivo ha perso il genere neutro (con conseguente assimilazione al maschile e femminili di nomi originariamente neutri) e il caso vocativo per il maschile singolare, mentre in quella dell'aggettivo è praticamente scomparsa la differenza tra forma determinativa e indeterminativa. In merito alla coniugazione dei verbi, poi, spicca il tempo imperfetto, praticamente scomparso in quasi tutte le lingue slave.

Si tratta in tutti questi casi di fenomeni generati dall'influsso dell'italiano e dei vicini dialetti meridionali, ancora più evidente nel lessico e alla pronuncia. Nonostante le modificazioni che hanno interessato la lingua a quasi tutti i livelli, grazie all'isolamento in cui ha vissuto per secoli e alla forte consapevolezza della propria identità, il popolo delle colonie è riuscito a conservarne l'esistenza fino ai nostri giorni. Tuttora è infatti parlata regolarmente dalla gran parte della popolazione di Montemitro ed Acquaviva Collecroce, diversamente da San Felice del Molise dove sembra ormai destinata a scomparire a breve termine.

Rispetto al passato, tuttavia, il numero dei rappresentanti del patrimonio linguistico risulta notevolmente ridotto. Ai poco più di mille parlanti spetta il compito nei prossimi anni di mantenere in vita la preziosa eredità lasciata dai loro antenati slavi, minacciata dall'incalzare dei media e del fenomeno dell'emigrazione, quest'ultimo accentuatosi particolarmente negli ultimi anni. Di tutto ciò tratta diffusamente il presente lavoro, che si propone di offrire una panoramica del dialetto slavo molisano sotto diversi aspetti, attraverso una ricerca condotta con il supporto di testi e documentazioni risalenti a diversi periodi, dalla metà del XVIII secolo sino all'ultimo decennio.

Si parte con un excursus storico sulle colonie, con particolare attenzione alle tappe della migrazione delle popolazioni slavofone dalle origini sino al loro insediamento nelle nuove terre. La seconda parte riguarda strettamente la grammatica, con l'analisi di ogni suo aspetto (fonetico, morfologico, sintattico e lessicale) e osservazioni di carattere storico-linguistico e comparativo. Nel terzo e ultimo capitolo l'analisi è rivolta al profilo demografico, sociale e letterario del dialetto; all'interno, dati e notizie utili per conoscere lo stato e il patrimonio culturale dell'idioma della piccola enclave.

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