Il Cardinale Bozanić tra i croati del Molise

 

Il cardinale Bozanić ha visitato l’isola croata del Molise. Radici, mamma,
mare riassumono i suoi interventi nei tre paesi croati.

di Benito Giorgetta

 

Ore 08.35: presso il casello autostradale di San Salvo  - Montenero, proveniente da Roma, arriva il Cardinale di Zagabria Josip Bozanić (Rijeka, 20 marzo 1949). Ad attenderlo il vescovo diocesano Monsignor Gianfranco de Luca, il Padre provinciale dei frati minori della provincia del SS. Redentore di Spalato (Croazia) fra Željko Tolić. Formato il corteo di macchine, si è partiti, come da programma, alla volta di Montemitro. Giunti nella piazza del paese  dei croati molisani, una folla festante ha accolto l’illustre ospite. Presso la casa comunale il Sindaco, il Console onorario, il parroco e l’Ambasciatore croato presso la santa Sede lo hanno salutato a nome di tutta la cittadinanza. In  ciascuno dei saluti sono stati espressi i sentimenti della gratitudine per tanta attenzione e per il dono di una presenza tanto importante. Il parroco in particolare ha ringraziato il Cardinale per la sensibilità della chiesa croata, di cui lui è primate, ad aver adottato il progetto Molise voluto dal Provinciale dei frati minori e dal vescovo locale. “Non siamo soli in questa terra di Molise, abbiamo una paternità e una compagnia. Quella di vostra eminenza, del padre provinciale, del vescovo Gianfranco, dei confratelli frati e della chiesa croata tutta”. Commovente, fino alle lacrime, è stato il canto dei bambini della locale scuola Primaria in lingua croata. Commoventi e toccanti anche le parole del console onorario il Signor Antonio Sammartino che nella lingua parlata nei tre paesi ha inteso salutare l’illustre ospite.

 Il Cardinale, rispondendo in perfetto italiano, da giovane ha studiato e conseguito i titoli accademici di dottore in Diritto canonico e teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana e presso la Pontificia Università Lateranense a Roma, ha, anch’egli ringraziato per l’invito, l’accoglienza riservatagli e soprattutto a ha ringraziato i frati per questa generosa, opportuna ed eroica presenza.

Ha parlato di “radici comuni” con il popolo croato, individuando nella fede  cattolica che unisce i popoli il primo fondamento di unità. La Chiesa come unica e comune casa. “oggi inizia qualcosa di nuovo che viene dalla chiesa” ha continuato il presule. Nell’augurare che “ciò che oggi inizia porti copiosi frutti”, dopo lo scambio di doni si è accomiatato dalla popolazione di Montemitro.

Il programma prevedeva la visita anche a San Felice del Molise e quindi c’è stato il trasferimento in questa cittadina. Anche lì, dopo il saluto del Sindaco, del Parroco, del Preside dell’Istituto comprensivo e dell’Ambasciatore croato presso il Quirinale, il Cardinale, con brevi parole, prima di accomiatarsi ha risposto ricordando come la lingua croata antica ci riporta alla memoria della mamma da cui è stata appresa. “Le parole della mamma ci portano a casa, nell’intimità domestica e familiare. Sono parole che ci fanno risentire la casa e la famiglia”. Augurando a ciascuno di sentirsi vigilato dalla Vergine Maria che è protettrice di ciò che nasce, ha invocato una speciale benedizione per il popolo italiano e croato.

Terza ed ultima tappa Acquaviva. Il paese intero, in festa per onorare il suo santo protettore, ha accolto nella piazza antistante la chiesa parrocchiale il presule e tutto il seguito. Ai saluti del parroco si sono aggiunti quelli del Presidente della Regione Molise, del Presidente della Provincia. Il primo ha affermato che il mare non ci deve dividere ma unire e dobbiamo coltivare la cultura della fratellanza.  Il Signor Michele Iorio  ha parlato in qualità di Presidente della Regione Molise e di vice presidente dell’euro Regione Adriatica. Il secondo, con tratti poetici ha  preso spunto da un tiepido sole presente su tutti per ricordare che i tre paesi croati del Molise sono come raggi di sole che riscaldano a motivo della loro nota e sperimentata cordialità, affabilità ed ospitalità.  Il Cardinale in risposta ha anch’egli riferito che il mare è stato nel passato il mezzo di comunicazione che ha permesso agli antichi fuggiaschi dall’invasione turca di approdare in Italia, così oggi deve essere un luogo senza barriere, perché, ha concluso “qui la storia non tace parla delle vostre origini”.

Con l’inizio della celebrazione della Santa Messa, il Cardinale ha ricevuto il saluto del Vescovo a nome della chiesa diocesana di Termoli-Larino. “ La sua presenza tra noi è segno tangibile di Cristo pellegrino che visita la sua Chiesa. Arricchendola di grazia e di misericordia … Il Signore si è fatto presente con la sua provvidenza, donando a questa Chiesa la presenza dei frati minori, Una prese4nza importante , in particolare, per queste comunità, ma anche per la Diocesi intera di Termoli-Larino” Concludendo, come iniziando il Vescovo in uno stentato ma apprezzabile croato, ha ringraziato il cardinale. “Hvala, dragi Cardinale” (Grazie, caro Cardinale). “Dobro došao dragi Cardinale” ( Benvenuto caro Cardinale).

Nell’omelia il Cardinale ha tracciato un’ampia catechesi sulla figura degli Angeli e in particolare di quelli festeggiati il 29 settembre ossia Michele, Gabriele Raffaele che rispettivamente significano: “Chi è come Dio? , la forza di Dio, medicina di Dio, associando ciascuno di essi ai sacramenti dell’iniziazione cristiana ossia Battesimo, Cresima, Eucaristia. Aveva esordito: “E’ per me motivo di grande gioia essere qui tra voi per questa celebrazione eucaristica. Vengo dalla capitale della Croazia, dalla città di Zagabria, dove era arcivescovo il cardinale Beato Alojzije Stepinac (beatificato 10 anni orsono dal Servo di Dio Giovanni Paolo II) e vi porto i più cordiali saluti della Croazia, soprattutto dell’arcidiocesi di Zagabria. Custodisco ancora in me il ricordo della mia prima visita tra voi nel settembre del 2004 e con grande gioia ho accolto l’opportunità di ritornare” A questo punto ha ricordato che 4° anni orsono, proprio nel mese di settembre ebbe luogo la prima visita di un cardinale croato in Molise da parte dell’allora arcivescovo di Zagabria Monsignor Franjo Šeper che poi ci ritornò per ben altre due volte come Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede.

Al termine della concelebrazione ha preso parola il padre Provinciale fra Željko che ha dapprima raccontato come è nata questa presenza e poi ha ringraziato il Cardinale, il Vescovo, le autorità presenti e il popolo tutto. Parole toccanti ha rivolto ai suoi frati: “Grazie per la vostra disponibilità a vivere testimonialmente questo servizio in Molise. Voi non sapete cosa vi aspetta, ma dico: non temete! Non siete soli, non siete orfani … con voi c’è Dio, il vescovo, la provincia monastica, la Conferenza episcopale croata … ”.

Al termine la comunità parrocchiale locale e  i tanti intervenuti hanno animato la processione per le strade del paese. Il Cardinale con gli invitati hanno consumato un breve e frugale pasto presso il ristorante “Il vecchio tratturo” in prossimità del lago tra Montemitro e Montefalcone. Subito dopo il cardinale ha dovuto fare rientro a Roma in quanto partente per l’Ungheria dove in qualità di presidente della conferenza episcopale croata deve partecipare alla CCEE (Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee) assieme a tutti presidenti delle conferenze episcopali delle varie nazioni europee.

Un’altra pagina storica è stata scritta nella già gloriosa storia linguistica, culturale e religiosa di queste tre piccole comunità croate del Molise. Ma il futuro nascerà anche da tutto ciò che è stato seminato dalla ricchezza di questa visita e soprattutto dalla presenza permanente dei frati minori della provincia del Santissimo Redentore di Spalato qui in terra molisana.